Ville storiche, la Cornigliano che sa stupire e guarda al turismo
Oggi la messa in dialetto genoverse, la conferenza della professoressa Emmina De Negri, laboratori e degustazioni
di Monica Di Carlo
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Probabilmente, se chiedeste a bruciapelo a un qualsiasi genovese che ne pensa di una Cornigliano turistica verreste accolti, nella migliore delle ipotesi, da una fragorosa risata. Questo per la serie “come buttiamo via le bellezze della nostra città noi genovesi non ci riesce nessuno”. Alzi la mano chi abita in altri quartieri e ha avuto l’occasione di percorrere la strada a monte di via Cornigliano. Pochissimi, probabilmente. E, invece, un’esperienza da fare. Meglio se oggi pomeriggio, fino alle 19, quando sette delle 32 ville censite nel Cinquecento (alcune non esistono più e oggi ne sono censite 24) saranno aperte nel contesto dei Rolli Days che a maggio esondano ormai d’abitudine verso tutti i quartieri cittadini.
L’iniziativa proposta nel quartiere del ponente è organizzata da Italia Nostra, Adsi (Associazione dimore storiche italiane) e Ascovil. Sette le ville aperte, costruite tra i Cinque e il Settecento, in gran parte allineate lungo l’asse viario medievale del quartiere. Alcune sono pubbliche mentre le altre sono private. È previsto un itinerario accompagnato ogni ora, poi si può tornare a vedere gli edifici con calma. Tutto in circa 400 metri.
(Tra i visitatori di ieri, anche due californiani che stanno girando l’Italia e sono rimasti a Genova 4 giorni)
Le ville aperte sono:
Villa Domenico Serra, Giardini Melis, via Cornigliano
Villa Spinola Canepa, via Cornigliano 17
Villa Spinola De Ferrari, via Cervetto 40
Giardino Di Villa Serra Ricchini, via Cervetto 2
Villa Spinola Dufour Di Levante, via Tonale 47
Villa Spinola Dufour Di Ponente, via Tonale 43
Villa Pavese Dufour, via Tonale 37
Anche oggi sono previsti eventi. Alle 16, a villa Spinola Dufour di levante ci sarà un concerto per violoncello, alle 17,30 presso la chiesa dedicati ai SS. Andrea e Ambrogio, sarà celebrata la messa in dialetto genovese preceduta da una rievocazione storica. Poco prima (alle 17), a Villa Serra, è prevista la conferenza di Emmina De Negri, coautrice del volume “Cornigliano città di ville” sul tema: “Palazzi e vita in villa, l’altra faccia della città”. La professoressa De Negri ha insegnato Storia dell’Architettura alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova da quando questa è sorta. Molti suoi studi sono rivolti all’architettura genovese rinascimentale con l’Alessi e all’età barocca con particolare attenzione alla storia degli ordini religiosi e della controriforma. Ha dato un grande contributo all’opera di ricostruzione di Sant’Ignazio, oggi sede dell’Archivio di Stato. Grande attenzione ha dedicato allo sviluppo di Genova nell’800, il cui artefice, Carlo Barabino, ha praticamente disegnato la città che oggi conosciamo. Fa parte di Italia Nostra fin dal suo sorgere, nel 1965.
Oggi sono previsti anche
Villa Serra: laboratorio per ragazzi e adulti ‘Artegioco’ (ore 15.30 e 17.30)
Villa Gentile Bickley, intera giornata: esibizione dei figuranti del Gruppo Storico
Palazzo Spinola Canepa: esposizione progetto preliminare vincitore concorso restyling via Cornigliano
Villa Spinola Dufour di Levante: Giardino degli agrumi, installazione a cura dell’Istituto agrario Marsano
Villa Spinola Dufour di Ponente: Assaggiare Cornigliano, degustazione gratis e vendita
* vino de Il Fondaco di Coronata,
* focaccia del panificio Pintori,
* dolci della pasticceria Le rose, il tempio del cioccolato
Villa Spinola De Ferrari – Istituto Calasanzio: pannelli sulle antiche torri di Cornigliano
Villa Gentile Bickley: apertura del Bar Alzheimer, a cura della Pro loco di Cornigliano

Cosa si può vedere oggi a Cornigliano? Moltissimo. Passeggiare sulla strada a monte di via Cornigliano permette di capire non solo l’impianto delle proprietà cinque-sei e settecentesche, ma anche un più recente passato, in cui la zona era una cittadina di riviera. Assomiglia molto a certi luoghi dell’entroterra del ponente ligure.

Il quartiere (che allora era un territorio di orti fuori dalla città) fu scelto da nobili famiglie genovesi come i Doria, i Centurione, i Di Negro, gli Imperiale, i Cattaneo, gli Spinola, i Gentile, i Pallavicino, i Serra, i Lercari e i De Mari, per costruire le loro magnifiche dimore gentilizie. Le case di villa erano le residenze estive delle famiglie, ma non come intendiamo oggi la cosa. Le famiglie dei genovesi che contavano passavano diversi mesi. Realizzavano l’edificio (i più recenti tutto insieme, gli altri aggiungendo edifici ad edifici, tanto che alcune case hanno diversi tetti.
Le case erano sulla strada e davanti avevano il giardino, alcune solcato da un viale che serviva a far accedere le carrozze a un ingresso che escludesse la necessità di salire gli scaloni scenografici ma faticosi. Oltre il giardino c’era l’orto che produceva i vegetali per la famiglia. Alcuni avevano piantagioni di aranci e limoni che arrivavano fino al mare, quelli che sono scomoarsi con la successiva urganizzazione e la costruzione dell’acciaieria.

Nel Cinquecento erano censite 32 ville, alcuni dicono che fossero addirittura più di quaranta. Oggi alcune sono scomparse, altre sono diventate condominio. Altre, invece, sono state restaurate ed adibite a strutture pubbliche come villa Gentile Bickley, sede della Biblioteca Civica o come quella che si può ammirare dal ponte sul torrente Polcevera, un vero gioiello dell’architettura settecentesca: Villa Durazzo Bombrini (1773- 1775). Altre ancora sono diventate scuole e tra le classi e gli spazi adibiti a palestra, magari coperti in tempi non recenti da orribili perlinati, oggi ulteriormente peggiorati da tinte rosa o carta adesiva zebrata sui marmi delle sedute sotto le finestre, si possono vedere affreschi o tetti in legno che all’epoca erano a vista e oggi sono stati riportati alla luce demolendo le coperture.
Villa Serra, da dove comincia la visita, è l’ex palazzo del municipio ed è posta sull’antica via San Giacomo che dal ponte di Cornigliano conduceva all’omonima chiesa, costellata di molti edifici di villeggiatura delle grandi famiglie genovesi dal Cinquecento al Novecento. Fu edificata sulle fondamenta di un altro edificio di proprietà dei Serra, testimoniato dal Vinzoni, demolito per fare posto alla nuova villa. Domenico Serra commissionò la costruzione al noto architetto Andrea Tagliafichi che aveva lavorato a Genova al parco di Villa Rostan e a Villa Rosazza ed era un personaggio molto ricercato all’epoca, progettista, scenografo, decoratore ed ingegnere civile ed idraulico, allineato con gli stili di tendenza in Europa che stavano riscoprendo un gusto classico.
Tagliafichi accettò l’incarico curando personalmente tutto il progetto, dalle fondamenta alle tubature all’arredo interno. Nel 1916 il Marchese Orso Serra vendette l’edificio con il parco all’allora ancora esistente Comune di Cornigliano che lo adibì a sede del comune, poi, con la realizzazione della Grande Genova, passò al Comune di Genova e rimase come sede del distaccamento nel quartiere degli uffici comunali. Furono lunghi anni di degrado.
Durante la Seconda Guerra mondiale l’edificio venne gravemente danneggiato dai bombardamenti, un primo restauro venne affidato all’architetto Balzaretti, tuttavia, per garantire l’agibilità si procedette ad alcune modifiche strutturali che modificarono la struttura originaria, ad esempio il rifacimento dei solai in cemento e l’abbassamento del soffitto del salone principale, originariamente a doppia altezza e oggi allineato alle altezze degli altri ambienti. Le decorazioni e gli stucchi, anche a causa dei danni subiti, sono invece completamente spariti, ma restano in altre sale.
Negli anni ’90 il progressivo degrado interno ed esterno costrinse gli uffici e le istituzioni ad essere trasferiti altrove. Nel 2010 fu approvato dal Comune un piano di restauro conservativo con il supporto della Società per Cornigliano, dell’Associazione Sviluppo Genova e della Soprintendenza ai Beni Culturali che ha in tutela l’edificio, dando seguito alle molte richieste dei cittadini e delle associazioni di zona che volevano la villa, uno dei simboli del quartiere di Cornigliano e ben visibile dalla strada nel suo stato di incuria, restaurata e nuovamente agibile. Attualmente Villa Serra è occupata dal presidio di Cornigliano della Polizia Municipale e ha enormi spazi vuoti.
Tagliafichi progettò una struttura tipicamente neoclassica del corpo centrale abbellita con archi ciechi sopra le finestre del piano mediano e con l’uso di colori in netto contrasto tra intonaco della facciata e rilievi e balaustre per creare maggiore profondità. Purtroppo l’intero decoro originale è andato perduto e nei lavori di restauro si è proceduto ad una stesura più uniforme del colore d’intonaco.

Le linee nette e precise dell’edificio vennero inoltre movimentate dall’introduzione sui due angoli anteriori della costruzione di avancorpi loggiati sormontati da terrazze. Nell’ingresso della villa si riconoscono chiaramente le origini da scenografo di teatro del Tagliafichi, l’accesso è infatti organizzato su più piani ottici intorno ad una fontana coperta sotto una piccola loggia che protende dalla facciata e funge da nodo centrale dell’architettura, da lì salgono due scaloni gemelli laterali che raccordano i due loggiati laterali alla balaustra antistante il piano nobile, a sua volta sporgente sopra la loggia della fontana.
All’interno sia l’arredo sia la decorazione della villa furono progettati in stile neoclassico, con stucchi ai soffitti e alle pareti ormai completamente scomparsi. Tagliafichi riorganizzò completamente anche il giardino circostante, oggi del tutto scomparso per fare spazio alle nuove necessità urbanistiche. Il parco originale si estendeva fino al mare (al tempo la spiaggia era posta poco oltre l’attuale Via Cornigliano) ed era attraversato da un viale principale contornato da aiuole di piante sempreverdi dalle forme geometriche, una vasta spalliera di azalee e un giardino d’inverno di piante esotiche. L’intero parco era disseminato di palme, alcune ancora visibili. Dei molti elementi scultorei che l’architetto progettò non rimane nulla.













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